Forum FALLIMENTI - COMPOSIZIONE CRISI DA SOVRAINDEBITAMENTO

falcidia creditori privilegiati piano del consumatore

  • Elisa Rossi

    FORLI' (FC)
    20/02/2020 17:15

    falcidia creditori privilegiati piano del consumatore

    Si chiede se, nel caso di consumatore che dispone esclusivamente di reddito da lavoro dipendente, e nessuna altra attività, che pertanto è in grado di mettere a disposizione del piano € 100,00 mensili per 6 anni (totali 7.200,00) e che ha una posizione debitoria così composta:
    debito privilegiato € 10.000,00 (privilegio generale)
    debito chirografario € 15.000,00
    totale debiti € 25.000
    nella ripartizione dei 100,00 euro mensili deve necessariamente attribuire tutto al privilegiato e nulla al chirografario, oppure può/deve ripartire la somma di € 100.00 mensili tra chirografi e privilegiati proporzionalmente rispetto al peso del debito singolo sul debito complessivo?
    Il tutto è richiesto prendendo in considerazione l'art. 7 comma 1 l.3/2012 dove recita:
    "E' possibile prevedere che i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca possono non essere soddisfatti integralmente, allorché ne sia assicurato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al
    valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali insiste la causa di prelazione, come attestato dagli organismi di composizione della crisi."
    Ringraziando anticipatamente, cordiali saluti
    • Zucchetti SG

      21/02/2020 19:25

      RE: falcidia creditori privilegiati piano del consumatore

      Il suo dubbio è legittimo perché effettivamente il comma 1 dell'art. 7 l. n. 3 del 2012 consente che i crediti muniti di privilegio, pegno o ipoteca "non siano soddisfatti integralmente", purché ne sia salvaguardato il pagamento in misura non inferiore a quella realizzabile, in ragione della collocazione preferenziale sul ricavato in caso di liquidazione, avuto riguardo al valore di mercato attribuibile ai beni o ai diritti sui quali insiste la causa di prelazione.
      Orbene, in un caso come quello prospettato il valore dei beni sui quali i creditori potrebbero esercitare il loro privilegio in casi di liquidazione sarebbe pari a zero, per cui anche i creditori prelatizi passano integralmente al chirografo. Accumunati nell'unica categoria dei chirografari, quelli tali fin dall'inizio e quelli diventati tali per incapienza sui beni su cui esercitare la prelazione, le poche disponibilità vanno distribuite proporzionalmente tra tutti i creditori.
      Ovviamente questa impostazione deve essere prevista nel piano e l'OCC deve attestare l'incapienza.
      Zucchetti SG srl
    • Elisa Rossi

      FORLI' (FC)
      02/03/2020 12:30

      RE: falcidia creditori privilegiati piano del consumatore

      Buongiorno,
      Grazie della risposta.
      Chiedo se l'interpretazione sia estendibile anche in caso di piano di liquidazione dove le uniche attivitá sono costituite da una frazione di redditi da lavoro dipendente dei futuri 4 anni, o se tali futuri redditi in sede di liquidazione debbano essere considerati alla stregua di un bene mobile (denaro).
      • Zucchetti SG

        02/03/2020 20:02

        RE: RE: falcidia creditori privilegiati piano del consumatore

        Il problema non si pone nella procedura di liquidazione del patrimonio perché con questa, a differenza dell'accordo o del piano del consumatore, il debitore chiede non più la ristrutturazione dei debiti attraverso l'accordo od il piano, ma mette a disposizione dei creditori tutti i suoi beni (ad eccezione di quelli espressamente esclusi dal comma sesto dell'art. 14 l. n. 3 del 2012, compresi gli accessori, le pertinenze e i frutti prodotti, come nel fallimento, per cui sul patrimonio del debitore i creditori possono concorrere ed essere soddisfatti seguendo l'ordine di legge nei limiti della capienza della liquidazione, senza bisogno di preventive stime.
        Certo parlare di liquidazione del patrimonio in assenza di beni da liquidare sembra contraddittorio ed, infatti, sulla ammissibilità della procedura in questione in casi del genere è questione tuttora controversa. Chi si attiene ad una interpretazione letterale dell'articolo 14 ter L. 3/2012, sostiene che la norma fa specifico riferimento alla presenza di beni mobili e immobili da liquidare, in assenza dei quali verrebbe meno la stessa ragione dell'istituto; istituto che prevede, tra l'altro, la nomina di un liquidatore proprio al fine di alienare i beni del debitore e soddisfare i creditori, operazioni del tutto superflue per somme già liquide e trasferibili (Trib. Mantova 18/06/2018).
        Prevale, tuttavia l'interpretazione contraria (Trib. Pordenone 14.03.2019; Trib. Matera, 24/07/2019; Trib. Verona, 21/12/2018; Trib. Milano 16.11.2017; ecc.), che mette in evidenza:
        -il fatto che nella nozione di "beni" di cui all'articolo 810 cod. civ. possano rientrare anche le somme di denaro;•il fatto che l'articolo 14 ter, comma 6, lett. b), L. 3/2012 esclude dalla liquidazione i redditi da stipendi e pensioni solo nei limiti di quanto occorre al mantenimento proprio e della propria famiglia;
        -il fatto che nel patrimonio da liquidare rientreranno ex articolo 14 undecies 3/2012 anche i crediti eventualmente sopravvenuti nel quadriennio successivo al deposito della domanda di ammissione alla procedura così da far rientrare all'interno del patrimonio del debitore ogni somma idonea a soddisfare i creditori;
        -il fatto che, in difetto di beni da alienare, permane comunque l'utilità del liquidatore, posto che allo stesso è demandato anche il compito di accertamento dei crediti, riconoscimento dei diritti di prelazione e predisposizione dei piani di riparto al fine di soddisfare i creditori;
        -il fatto che l'articolo 14 quater L. 3/2012 preveda che la risoluzione dell'accordo o la revoca del piano del consumatore consentano la conversione di tali istituti nella procedura di liquidazione, così da desumersi che la procedura liquidatoria sia la più ampia e contenitiva tra procedure previste dalla L. 3/2012;
        -il fatto che il legislatore abbia tenuto distinti i profili di ammissibilità della procedura con quelli di ammissibilità della esdebitazione posto che la valutazione meritoria non è stata presa in considerazione quale condizione di ammissibilità della procedura di liquidazione ma solo quale presupposto per la successiva concessione della eventuale esdebitazione.
        Se si ammette il ricorso alla procedura di liquidazione del patrimonio pur in assenza di beni immobili e mobili, offrendo ai creditori solo crediti futuri, è su questi che i creditori troveranno soddisfazione, salvo beni sopravvenuti.
        Zucchetti Sg srl