Forum ESECUZIONI - IL PIANO DI RIPARTO

CREDITORE ANTISTATARIO

  • Luciano Mauro

    Ferrara
    30/04/2020 18:24

    CREDITORE ANTISTATARIO

    Nella redazione di un progetto di ripartizione vengono assegnate le spese ex art. 2770 cc al creditore procedente per spese anticipate e onorari dell'avvocato.
    Il legale del procedente mi chiede di attribuire direttamente a lui le spese e gli onorari ex art. 2770 cc, quale creditore antistatario.
    Tuttavia ho verificato che nell'atto di precetto e nell'atto di pignoramento non risulta nessuna indicazione del legale quale creditore antistatario.
    Chiedo quindi se deve risultare da qualche atto della procedura oppure se può chiederlo in sede di redazione del progetto di riparto a mezzo pec.
    Quantomeno pensavo di contattare il creditore procedente affinché mi autorizzi a "deviare" l'importo delle prededuzioni a lui spettanti al legale.
    Altrimenti mi sento in dovere di non poter esaudire questa richiesta per regolarità della procedura.
    Grazie, saluti.
    LM
    • Zucchetti SG

      05/05/2020 12:20

      RE: CREDITORE ANTISTATARIO

      L'interrogativo posto richiede lo svolgimento di alcune premesse normative.
      A norma dell'art. 93 c.p.c. il difensore può chiedere che il giudice, con la sentenza di condanna alle spese, distragga in suo favore gli onorari non riscossi e le spese che egli dichiara di avere anticipate.
      La finalità della distrazione è soprattutto quella di garantire al difensore maggiori garanzie di conseguire il proprio compenso.
      Il provvedimento di condanna con distrazione è autonomo e distinto rispetto alla condanna alle spese, e costituisce una deroga ai principi generali secondo cui:
      le spese di lite devono essere rimborsate dalle parti alle parti, mentre in questo caso la pronuncia opera in favore di soggetti che parti non sono;
      il compenso al difensore è dovuto solo dal suo rappresentato o assistito, che ha poi il diritto - qualora riconosciuto vittorioso - di rivalersi sul soccombente.
      Per effetto della distrazione sorge un diritto di credito del difensore della parte vittoriosa direttamente esercitabile verso il soccombente, e questa situazione creditoria si aggiunge, in via alternativa, a quella sempre sussistente nei riguardi del proprio cliente: il difensore, pertanto, è libero di azionare il credito rivolgendosi all'uno o all'altro dei debitori (Cass. civ. Sez. III Sent., 12/11/2008, n. 27041).
      Quanto all'ambito applicativo, sebbene l'art. 93 parli di «sentenza di condanna alle spese», è pacifico che l'istituto abbia portata generale, applicabile in ogni procedimento che comporti l'attribuzione definitiva del carico delle spese giudiziali, e quindi anche in seno al procedimento esecutivo (Cass. civ. Sez. I, 30/03/2000, n. 3879).
      La richiesta di distrazione non soggiace a particolari rigori formali: vale per essa il principio della libertà delle forme, sicché è sufficiente la dichiarazione del difensore (contenuta in uno scritto o resa in udienza) di aver anticipato le spese già sostenute e non percepito gli onorari
      Detta dichiarazione è assistita da una presunzione di veridicità. Così si esprime la giurisprudenza, secondo la quale "La richiesta di distrazione delle spese in suo favore proposta dal difensore deve ritenersi validamente formulata anche nel caso in cui manchi l'esplicita dichiarazione del medesimo in ordine alla avvenuta anticipazione delle spese ed alla mancata riscossione degli onorari, dato che quest'ultima può ritenersi implicitamente contenuta nella domanda di distrazione delle spese" (Cass. civ. Sez. III, 06/04/2006, n. 8085; sulla non sindacabilità, quanto a rispondenza al vero, della dichiarazione resa dal difensore, cfr. Cass. civ. Sez. III Sent., 01/10/2009, n. 21070).
      L'istanza non è neppure soggetta a termini processuali, e dunque può essere proposta in qualunque momento del processo, anche in sede di precisazione delle conclusioni, oppure oralmente all'udienza di discussione.
      A questo ultimo proposito la Corte di cassazione ha osservato che "La richiesta di distrazione delle spese in suo favore può essere formulata dall'avvocato anche nelle conclusioni o - come nella specie - in comparsa conclusionale, senza che per questo venga violato il divieto del "novum" nel giudizio di legittimità, atteso che, per tale domanda, che è autonoma rispetto all'oggetto del giudizio, non sussiste l'esigenza di osservare il principio del contraddittorio, per difetto di interesse della controparte a contrastarla" (Cass. civ., Sez. III, Sent. n. 412 del 12/01/2006).
      Le premesse generali svolte ci consentono di dire che al cospetto di una istanza di distrazione delle spese il professionista delegato non ha margini di discrezionalità, e deve redigere la bozza di piano di riparto tenendone conto in quanto la richiesta di distrazione:
      non è soggetta a particolari requisiti di forma;
      non è sottoposta a termini di decadenza;
      è insindacabile da parte del giudice dell'esecuzione (e qundi dal delegato).