Forum FALLIMENTI - AVVIO DELLA PROCEDURA

CESSIONE DEL CREDITO E OPPONIBILITA' AL FALLIMENTO

  • Alessandro Pagliula

    PERUGIA
    25/10/2020 18:35

    CESSIONE DEL CREDITO E OPPONIBILITA' AL FALLIMENTO

    In una procedura da poco affidatami, vi sono diversi immobili di cui alcuni dati in affitto. Tra questi il credito derivante dai canoni d'affitto è stato ceduto a diversi soggetti con regolare contratto a volte notarile, a volte in forma di scrittura privata registrata.(banca, professionisti, locatore per canoni pregressi ecc). Di fatto finora gli affittuari hanno pagato al cessionario i loro canoni d'affitto.
    Tra le cessioni di credito vi è anche quello derivante dai compensi pagati da un fornitore di energia elettrica alla società fallita per un impianto fotovoltaico di proprietà della stessa e ceduto alla banca che ha finanziato con mutuo la costruzione dello stesso. Senza entrare nel merito se questi contratti siano revocabili, anche se in alcuni casi mi sembrano forme di pagamento anomale di debiti, il problema che mi trovo ad affrontare subito è se, con il sopravvenuto fallimento, i canoni maturati debbano essere pagati alla curatela per una questione di "par condicio creditorum". A mio parere il sopravvenuto fallimento interrompe i contratti in corso e i canoni futuri dovranno essere pagati alla curatela, con buona pace per quelli già incassati dal cessionario . In tal senso mi sembra di interpretare la recente sentenza della Cassazione n. 16566 anno 2018 della sezione civile ordinaria, sez. 1. Sarei grato per un Vs parere sulla questione e a quanti volessero intervenire sulla questione.
    • Zucchetti SG

      26/10/2020 17:40

      RE: CESSIONE DEL CREDITO E OPPONIBILITA' AL FALLIMENTO

      Il precedente da lei ricordato non è molto pertinente alla fattispecie in quanto riguarda l'opponibilità della cessione, nel mentre, nella specie, l'attenzione va centrata sul fatto che la cessione ha ad oggetto crediti futuri, quali sono i canoni di locazione in quanto relativi a un rapporto già in essere tra cedente e ceduto.
      Orbene, escluso che nella specie trovi applicazione la normativa sul factoring in quanto i crediti sono stati ceduti a soggetti vari, anche privati, secondo Cass. 7/01/2012, n.551, "la natura consensuale del contratto di cessione di credito - relativo a vendita di cosa futura, per la quale l'effetto traslativo si verifica quando il bene viene ad esistenza - comporta che esso si perfeziona per effetto del solo consenso dei contraenti, cedente e cessionario, ma non anche che dal perfezionamento del contratto consegua sempre il trasferimento del credito dal cedente al cessionario, in quanto, nel caso di cessione di un credito futuro, il trasferimento si verifica soltanto nel momento in cui il credito viene ad esistenza e, anteriormente, il contratto, pur essendo perfetto, esplica efficacia meramente obbligatoria; pertanto, nel caso di cessione di crediti futuri e di sopravvenuto fallimento del cedente, la cessione, anche se sia stata tempestivamente notificata o accettata ex art. 2914, n. 2, c.c., non è opponibile al fallimento se, alla data della dichiarazione di fallimento, il credito non era ancora sorto e non si era verificato l'effetto traslativo della cessione". tesi pacifica, da ultimo ribadita da Cass. 28/02/2020, n.5616 che ha ribadito il principio secondo cui "L'anteriorità alla dichiarazione di fallimento della sopravvenuta esistenza dei crediti - fatti oggetto di cessione in quanto all'epoca futuri - è senz'altro condizione necessaria per il "consolidamento" del trasferimento a vantaggio del cessionario: perchè, altrimenti, i crediti e le relative loro utilità rimangono senz'altro acquisiti alla procedura ai sensi della L. Fall., art. 44, comma 1, posto che il previsto effetto traslativo non potrebbe comunque verificarsi prima dell'effettivo sorgere del credito".
      In conclusione, la redazione di un atto notarile o di scrittura privata autenticata di cessione fornisce la prova della data certa dell'atto anteriore al fallimento e perciò a questi opponibile, ma, poiché l'oggetto della cessione è costituito da crediti futuri, l'effetto traslativo della cessione si verifica solo al momento in cui tali crediti maturano, per cui i canoni ceduti che maturano dopo la dichiarazione di fallimento vanno pagati al curatore e non più al cessionario in quanto, dopo la dichiarazione di fallimento del cedente, l'effetto traslativo del credito ceduto non può più verificarsi.
      Zucchetti SG srl