Forum ESECUZIONI - INTERFERENZE TRA ESECUZIONE E FALLIMENTO

ESECUZIONE IMMOB. E LIQUID.COATTA AMMINISTRATIVA

  • Fabrizio Tagliabracci

    Mestre (VE)
    05/09/2016 18:00

    ESECUZIONE IMMOB. E LIQUID.COATTA AMMINISTRATIVA

    Son stato nominato delegato nella vendita di un immobile di una cooperativa che, tra l'avvio dell'esecuzione e la mia nomina, è stata posta in liquidazione coatta amministrativa.
    All'atto della nomina ho potuto rilevare che l'esecutante non era a conoscenza della procedura di liquidazione coatta e il commissario liquidatore (peraltro dimissionario e non ancora sostituito) non era a conoscenza dell'esecuzione in corso.
    Considerato che l'art.51 L.F., applicabile anche alla liquidazione coatta amministrativa, vieta le azioni esecutive individuali mentre non mi pare sia applicabile l'art.107, 6° comma L.F., che prevede la possibilità di scelta da parte del curatore tra intervento nell'esecuzione e interruzione, mi domando quale sia il rapporto tra le due procedure e quale delle due debba prevalere.
    L'avv. dell'esecutante afferma che, trattandosi di mutuo ipotecario fondiario, l'esecuzione deve procedere.
    Ringrazio anticipatamente per il Vs. parere.
    • Zucchetti SG

      05/09/2016 20:07

      RE: ESECUZIONE IMMOB. E LIQUID.COATTA AMMINISTRATIVA

      In applicazione del combinato disposto degli art. 51 e 201 l.fall., le azioni individuali aventi ad oggetto beni ricadenti nel patrimonio del soggetto fallito non possono proseguire nel caso di procedure di liquidazione coatta amministrativa in quanto le ragioni creditorie devono infatti essere accertate paritariamente attraverso l'amministrazione del patrimonio del soggetto in liquidazione coatta, pena la compromissione della "par condicio creditorum". Quanto ai creditori fondiari non esiste unanimità di opinione se il divieto di cui all'art. 51 valga anche per esse o se sia possibile il loro inizio e prosecuzione come nel fallimento. Noi propendiamo per questa seconda soluzione in quanto l'art. 201 si limita a richiamare l'art. 51, che quindi trova applicazione nella liquidazione coatta nella sua interezza, compresa la salvezza di diversa disposizione di legge che consente l'applicazione dell'art. 41 tub. In tal senso Cass. 07/06/1988, n. 3847. Diverso è il caso del concordato, ove l'art. 168 tratta espressamente e autonomamente del divieto delle azioni esecutive, senza far salva diversa disposizione di legge.
      Zucchetti Sg srl
      • Paolo Pernis

        MILANO
        24/04/2020 10:51

        RE: RE: ESECUZIONE IMMOB. E LIQUID.COATTA AMMINISTRATIVA

        Buongiorno,
        torno sull'argomento a distanza di tempo.

        Il Trib. Pesaro, con ordinanza ex art. 702-ter c.p.c., 12/08/2016 ha stabilito che l'art. 41 TUB non è applicabile nel caso in cui il debitore sia sottoposto ad Liquidazione coatta amministrativa, richiamando l'art. 3 della legge 17 luglio 1975, n. 400 (per le Coop.), in base a cui "Dalla data del provvedimento di liquidazione coatta di uno degli enti di cui all'art. 1 della presente legge, sui beni compresi nella liquidazione, non può essere iniziata o proseguita alcuna azione esecutiva individuale anche se prevista ed ammessa da leggi speciali in deroga del disposto dell'art. 51 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267" (sul punto anche Cass. 3847/88 in parte motiva).

        Nel caso che mi occupa, il patrimonio immobiliare della Società Cooperativa era stato assoggettato a numerose espropriazioni prima della ammissione alla procedura di L.C.A.
        Solo alcune delle esecuzioni risultavano intraprese da creditori fondiari.

        Assumendo che le conclusioni del Trib. Pesaro siano condivisibili (impossibilità per il fondiario di esercitare il proprio "privilegio processuale ai sensi del 41Tub) mi chiedo se il Liquidatore giudiziale abbia comunque la facoltà di intervenire in sostituzione nelle procedure pendenti ai sensi dell'art. 107 comma VI (Capo VI, Sez.II), disposizione che tuttavia non viene richiamata espressamente per le L.C.A. dall'art. 201 l.f. e sembrerebbe trovare un ulteriore limite nell'art. 210, comma II l.f.
        Ringrazio anticipatamente per Vostro parere in merito.
        • Zucchetti SG

          24/04/2020 20:11

          RE: RE: RE: ESECUZIONE IMMOB. E LIQUID.COATTA AMMINISTRATIVA

          Condividiamo pienamente la decisione del tribunale in quanto la possibilità di iniziare o proseguire azioni esecutive individuali in pendenza di fallimento costituisce una eccezione, che trova il suo fondamento nella previsione dell'art. 51 l. fall. che, nel porre il divieto, dopo la dichiarazione di fallimento di azione individuale esecutiva o cautelare, fa salve diversa disposizione della legge; l'art. 41Tub, costituisce una di queste norme fatte salve dall'art. 51. Di conseguenza, lì dove tale salvezza non è prevista, come, ad esempio nell'art. 168 nel concordato, il divieto opera anche per iol creditore fondiario; a maggior ragione tale divieto ricorre nella liquidazione coatta delle cooperative ove la norma da lei richiamata non solo non fa salva diversa disposizione di legge, ma espressamente esclude che possa "essere iniziata o proseguita alcuna azione esecutiva individuale anche se prevista ed ammessa da leggi speciali in deroga del disposto dell'art. 51 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267"; il legislatore con tale norma speciale ha voluto dire che anche le azioni esecutive che possono iniziare o proseguire in pendenza di fallimento per la salvezza di cui all'art. 51, sono improseguibili in pendenza della liquidazione coatta delle cooperative.
          Venendo al problema da lei posto e premesso che l'art. 210 che tratta dela liquidazione dei beni nella lca non contiene una norma simile a quella dell'attuale comma sesto dell'art. 107 l. fall., va detto che la questione del subentro del commissario liquidatore nelle procedure di espropriazioni pendenti a carico del liquidato ha avuto soluzioni contrastanti in passato in dottrina (non coi risultano decisioni giurisprudenziali edite), ove sembrava prevalente la tesi della incompatibilità del subentro in quanto la libertà delle forme della liquidazione dei beni nella lca mal si conciliava con le forme di vendita giudiziaria tipiche del fallimento.
          Con la riforma del 2006/2007 anche la liquidazione fallimentare è stata deformalizzata e degiurisdizionalizzata eppure è stata mantenuta la possibilità del subentro del curatore, sicchè non vi sarebbero oggi ostacoli al subentro anche del commissario liquidatore (D'Aquino). Del resto, se si impedisce a quest'ultimo il subentro, la procedura esecutiva in corso sarà dichiarata improcedibile e la vendita del bene pignorato sarà effettuata dal commissario in sede di liquidazione, con aggravio di spesa e di tempo e perdita della conservazione degli effetti sostanziali del pignoramento; ossia vi sarebbero una serie di svantaggi a fronte di nessuna valida ragione che impedisca il subentro, se non il dato del silenzio sul punto dell'art. 210, silenzio che può essere coperto da una interpretazione estensiva dell'art. 107.
          Ovviamente si tratta di una interpretazione, per cui, come in tutti i casi dubbi ove manchino precedenti giurisprudenziali, le soluzioni possono essere anche diverse.
          Zucchetti SG srl