Forum FALLIMENTI - RIPARTI

COMPENSO CURATORE ED ESECUZIONE IMMOBILIARE

  • Ivan Perin

    Conegliano (TV)
    14/04/2017 16:56

    COMPENSO CURATORE ED ESECUZIONE IMMOBILIARE

    In una procedura l'attivo fallimentare è costituito per il 95% dal ricavato delle vendite immobiliari effettuate in sede di esecuzione promossa dal creditore fondiario.
    Il compenso del curatore è stato liquidato tenendo conto anche di tali entrate.
    In sede di riparto finale il compenso del curatore è stato ripartito, al pari delle spese generiche, in proporzione alle entrate.
    Il creditore fondiario contesta tale criterio ritenendo che il curatore nessuna attività ha esercitato nell'esecuzione immobiliare.
    Cosa ne pensate?
    • Zucchetti SG

      18/04/2017 18:05

      RE: COMPENSO CURATORE ED ESECUZIONE IMMOBILIARE

      L'esecuzione fondiaria in pendenza del fallimento del debitore costituisce soltanto un privilegio processuale che permette al creditore fondiario di soddisfarsi sul bene ipotecato, che comunque va acquisito all'attivo fallimentare, direttamente nell'esecuzione individuale, ma questa esecuzione, proprio perché colpisce un bene facente parte dell'attivo fallimentare, non porta ad una assegnazione definitiva del creditore fondiario, il quale, infatti, ha l'onere di insinuarsi al passivo, perché in questa sede va determinato, in via definitiva, il credito del fondiario da soddisfare e le spese della procedura incidenti sullo stesso.
      Questo significa che anche il bene venduto nell'esecuzione individuale, per la quale il creditore fondiario ha optato (avrebbe anche potuto lasciare che il bene fosse venduto in sede fallimentare) fa parte dell'attivo realizzato, che costituisce la base su cui parametrare il compenso del curatore che, costituendo una spesa generale della procedura fallimentare va proporzionalmente distribuita sull'intero attivo, giusto il disposto dell'art. 111ter.
      Su quest'ultimo principio vi è poco da dire dato che è chiaramente affermato dal terzo comma dell'art. 111ter che, allo scopo, prevede appunto la formazione dei conti speciali, nel mentre la comprensione della vendita extra concorsuale nell'attivo realizzato su cui calcolare il compenso è frutto della interpretazione giurisprudenziale. Ricordiamo, infatti che già per Cass. 09/06/1997 n. 5104 (ma cfr. anche Cass. n. 5978/1997 e Cass. n.11952/1993), nel concetto di attivo realizzato deve comprendersi non solo la liquidità acquisita alla curatela mediante la vendita dei beni mobili e immobili, compresi quelli gravati da ipoteca, ma tutta la liquidità comunque acquisita, anche mediante la riscossione dei crediti o mediante azioni giudiziali; principio ripreso più recentemente da Cass. 04/08/2006, n. 17697 e Cass. 18/07/2006 n. 16437; Cass. 22/09/2004, n. 18996).
      Con più specifico riferimento alla fattispecie in esame, va ricordata Cass. 8.1.98 n. 100, che ha chiarito che "deve considerarsi attivo realizzato anche quella parte di prezzo che l'acquirente di immobili gravati da ipoteca per mutuo fondiario è tenuto a versare direttamente all'istituto di credito senza attendere la graduazione, oppure quella parte di prezzo per il cui pagamento l'acquirente contrae con l'istituto creditore mutuo di importo equivalente al credito dallo stesso vantato nei confronti del fallimento".
      Questa decisione è molto significativa in quanto pone un principio estensibile a tutte quelle ipotesi in cui il fallimento non acquisisce l'intero prezzo della vendita, come quelle di cui all'art. 41, commi 4° e 5° T.U. n. 385/93 (versamento al creditore fondiario della parte di prezzo corrispondente al complessivo credito della stessa; subentro nell'esecuzione del contratto di finanziamento stipulato dal fallito); quelle di subentro dell'aggiudicatario ex art. 585 cpc, ovvero quelle ipotesi in cui, in esecuzione di pregressi accordi (ad es. preliminare di vendita non sciolto), i beni vengono ceduti al promissario acquirente previo accollo della corrispondente quota di mutuo ed il versamento alla curatela solo del saldo.
      Ovviamente non mancano decisioni in senso più restrittivo, ma ci sembra che la linea esposta sia la più aderente al sistema, per cui, in conclusione, pensiamo che lei abbia ragione e nel comprendere nell'attivo realizzato, su cui calcolare il compenso del curatore, anche il ricavato della vendita eseguita nell'esecuzione fondiaria e nel far gravare proporzionalmente tale compenso anche sul bene immobile liquidato nell'espropriazione individuale fondiaria.
      Zucchetti Sg srl
      • Lorena Galuzzi

        Urbino (PU)
        05/07/2019 17:51

        RE: RE: COMPENSO CURATORE ED ESECUZIONE IMMOBILIARE

        Mi rifaccio al quesito e risposta di cui sopra e alle ulteriori che ho trovato in merito sul forum. Il mio caso è simile a quello del collega Perin, in quanto il ricavato delle vendite immobiliari da esecuzione del fondiario ammonta al 97% del totale dell'attivo realizzato. Innanzi tutto ho calcolato il compenso in versione "automatica" dal prospetto di calcolo proposto da Fallco e vi ho compreso tutto l'attivo (compreso quello derivante dalla vendita esecutiva del fondiario) e tutto il passivo, anche se su alcuni commenti di dottrina ed in particolare su una circolare del Tribunale di Alessandria del 28.02.2018 si afferma che, ai fini del calcolo del compenso del curatore, si debba assumere la "quota del suo compenso rapportata sull'attivo, al ricavato dalla vendita immobiliare in proporzione (%) all'ammontare complessivo stimato e/o liquidato dell'attivo fallimentare e, sul passivo, all'ammontare del credito insinuato dal creditore fondiario relativo alla procedura esecutiva in proporzione (%) all'ammontare del passivo complessivamente accertato". Tuttavia la stessa circolare afferma anche che le spese generali e il campione fallimentare vanno indicate come prededucibili (da far valere nell'esecuzione) "applicando la percentuale rispetto all'attivo stimato e/o liquidato". Mi (e vi) chiedo perché, per il compenso del curatore ci si debba limitare a calcolare il compenso sul passivo solo in base alla proporzione tra il credito insinuato dal fondiario relativo alla procedura esecutiva e il passivo complessivamente accertato. Personalmente, avvalendomi di Fallco, ho calcolato il compenso su tutto l'attivo realizzato (compresa la vendita del fondiario in sede esecutiva) e su TUTTO il passivo, ed ho provveduto a registrare detto compenso in contabilità; la stessa cosa ho fatto con le spese prededucibili (sia specifiche sia generiche). Ho infine generato i conti speciali, sulla base dei quali è stata effettuata la ripartizione delle spese specifiche, attribuite per intero al fondiario e di quelle generiche (tra le quali il compenso del curatore come sopra determinato) in base alla percentuale tra attivo da vendita esecutiva del fondiario e attivo complessivo.
        Ritengo quindi che questi siano gli importi che devo riportare nella precisazione del credito da presentare in sede di riparto in sede esecutiva, fermo restando (come ormai pacificamente e universalmente riconosciuto – tranne che dai creditori fondiari!) che "l'assegnazione al fondiario in sede esecutiva ha carattere provvisorio, con conseguente obbligo per il creditore fondiario di restituire al Fallimento quanto incassato in eccedenza rispetto al credito ammesso al passivo fallimentare e ai crediti di grado poziore"
        Vi chiedo quindi un vostro parere in merito alla linea da me seguita.
        • Zucchetti SG

          07/07/2019 18:26

          RE: RE: RE: COMPENSO CURATORE ED ESECUZIONE IMMOBILIARE

          A nostro avviso il procedimento da lei seguito è corretto. Per quanto riguarda l'attivo valgono le ragioni esposte nella risposta che precede, per cui continuiamo a sostenere che anche il ricavato della vendita eseguita dal creditore fondiario nell'esecuzione individuale costituisce attivo fallimentare realizzato su cui calcolare il compenso deol curatore. Per la verità, successivamente alla risposta di cui sopra che risale al 2017, è intervenuta, nel 2018, una sentenza della Cassazione (Cass. 06/06/2018, n.14631), per la quale, "Ai fini della liquidazione del compenso al curatore del fallimento ex art. 39 l.fall., non può ricomprendersi nel concetto di "attivo realizzato", alla cui entità ragguagliare le percentuali previste dal d.m. n. 30 del 2012, il valore dell'immobile liquidato nella procedura esecutiva promossa dal creditore fondiario, a meno che il curatore non sia intervenuto nell'esecuzione svolgendo un'attività diretta a realizzare una concreta utilità per la massa dei creditori, anche mediante la distribuzione a questi ultimi di una parte del ricavato della vendita". Decisione, a nostro parere poco convincente perché che il curatore sia intervenuto nella procedura esecutiva, che abbia svolto un'attività diretta a realizzare una concreta utilità per la massa dei creditori e che una parte del ricavato della vendita sia stata incamerata dalla procedura fallimentare sono elementi irrilevanti nel meccanismmo di coordinamento tra procedure esecutiva individuale e fallimento, considerato che l'attribuzione della somma al creditore fondiario in sede esecutiva ha natura provvisoria e i conteggi finali si fanno nel fallimento..
          Quest'ultima considerazione ci sembra sufficiente a superare anche la tesi d che lei riporta del tribunale di Alessandria circa il passivo da calcolare sempre ai fini del compenso, perché il creditore fondiario se vuole trattenere in via definitiva quanto ricevuto in via provvisoria deve insinuarsi al passivo fallimentare, come ora espressamente prevede il terzo comma dell'art. 52.
          Zucchetti SG srl
          • Lorena Galuzzi

            Urbino (PU)
            08/07/2019 19:14

            RE: RE: RE: RE: COMPENSO CURATORE ED ESECUZIONE IMMOBILIARE

            Grazie! Sempre competenti, professionali e tempestivi!
        • Adolfo Pesaresi

          Ancona
          24/07/2019 10:30

          RE: RE: RE: COMPENSO CURATORE ED ESECUZIONE IMMOBILIARE

          Se la Curatela è intervenuta nell'esecuzione fondiaria per una quota del 50% dell'intera proprietà in quanto il fallito era comproprietario per 1/2 devo calcolare il compenso sulla corrispondente percentuale o sul totale incassato ? (per esemplificare: se con la vendita del cespite sono stati realizzati € 160.560,00 faccio riferimento a tale cifra o € 80.280,00?), grazie.
          • Zucchetti SG

            24/07/2019 16:34

            RE: RE: RE: RE: COMPENSO CURATORE ED ESECUZIONE IMMOBILIARE

            La quota di competenza del fallimento è ½ per cui è su questa che va calcolato il compenso.. Faccia conto che detta quota fosse stata venduta in sede fallimentare, il ricavato del fallimento sarebbe stato- a parità degli importi da lei ipotizzati, di 80.280,00;l'altra metà del bene, comunque sia avvenuta la vendita, appartiene a soggetti estranei al fallimento, per cui non può prenderla come base per il compenso del curatore , tanto meno, far gravare su questa una spesa della procedura.
            Zucchetti Sg srl
    • Maddalena Cottica

      sondrio
      16/02/2021 16:38

      RE: COMPENSO CURATORE ED ESECUZIONE IMMOBILIARE

      Buongiorno, mi introduco in questo quesito per chiedere cortesemnete quanto segue.
      Il curatore presenta atto di precisazione del credito fallimentare per l'esecuzione immobiliare (dalla quale derivano tutte le entrate fallimentari) chiedendo l'ammissione in prededuzione delle spese sostenute per la procedura fallimentare e il suo compenso.
      Il professionista delegato all'esecuzione nel progetto di distribuzioneex art. 596 c.p.c ritiene di non poter riconoscere, in questa sede, le spese documentate dal Fallimento , trattandosi di spese relative all'intera massa fallimentare e non solo agli immobili oggetto della presente procedura e non essendo le stesse supportate da un provvedimento di autorizzazione del Giudice Delegato.
      Si chiede se riteniate corretta tale interpretazione.
      Grazie
      • Zucchetti SG

        16/02/2021 19:48

        RE: RE: COMPENSO CURATORE ED ESECUZIONE IMMOBILIARE

        Quello da lei indicato è un atteggiamento che i delegati tengono da quando è intervenuta Cass. 28/09/2018, n.23482, che pur ribadendo iol consolidato principio della natura processuale del privilegio fondiario (lei non accenna alla natura dell'esecuzione, ma il fatto che sia continuata in pendenza di fallimento e il curatore sia intervenuto nella stessa, presuppone che si tratti di esecuzione per credito fondiario), ha statuito, tra l'altro, che "Il giudice dell'esecuzione - oltre a liquidare le spese del processo esecutivo individuale proseguito od instaurato in costanza di fallimento, attribuzione ovviamente ad esso riservata in via esclusiva, quale giudice davanti al quale si è svolto il suddetto processo esecutivo individuale - deve cioè limitarsi a verificare se esistano provvedimenti degli organi della procedura fallimentare che abbiano - direttamente o indirettamente - operato l'accertamento, la quantificazione e la graduazione del credito posto in esecuzione (nonchè di quelli eventualmente maturati in prededuzione nell'ambito della procedura fallimentare, purchè già accertati, liquidati e graduati dagli organi competenti con prevalenza su di esso) e conformare ai suddetti provvedimenti la distribuzione provvisoria in favore del creditore fondiario delle somme ricavate dalla vendita, senza in alcun caso sovrapporre le sue valutazioni a quelle degli organi fallimentari, cui spettano i relativi poteri". Da tanto i delegati o i giudici dell'esecuzione si sentono autorizzati ad entrare nel merito delle attestazioni del curatore richiedono un provvedimento del giudice delegato o del tribunale fallimentare che individui i crediti prededucibili, anteposti all'ipoteca fondiaria.
        Tesi poco sostenibile perché se per alcuni crediti è necessario il provvedimento del giudice (compenso o anticipo su compenso al curatore) per altri la prededucibilità non è attestata dal giudice (le spese speciali e generali sono elencate nei conti speciali, che sono tenuti dai curatori), ecc.; in ogni caso, ove si voglia applicare il criterio indicato dalla Corte bisognerebbe applicare l'intera sentenza che presenta più affermazioni che si tengono tra loro, tra cui la necessaria preventiva insinuazione e ammissione del creditore fondiario al passivo fallimentare per poter non solo trattenere definitivamente le somme provvisoriamente attribuitegli in sede esecutiva, ma anche per la stessa attribuzione provvisoria, per cui se non è già ammesso al fallimento, nulla a lui compete nell'esecuzione individuale.
        Il fatto che sia comunque riconosciuto l'attribuzione come provvisoria, consente comunque di fare i conti definitivi in sede fallimentare ove si stabilirà definitivamente l'effettivo importo che sarebbe spettato nel fallimento al creditore fondiario, che dovrà restituire quanto percepito in più. Alla fin fine, questo atteggiamento ostruzionistico verso le procedure fallimentari non fa altro che alimentare controversie, perché la banca sarà sempre restia a restituire il surplus e si arriva, spesso, ad dover agire in giudizio.
        Zucchetti SG srl
        • Maddalena Cottica

          sondrio
          17/02/2021 11:42

          RE: RE: RE: COMPENSO CURATORE ED ESECUZIONE IMMOBILIARE

          Grazie per la gentile risposta.
          A questo punto come ritenete sia più opportuno agire?
          Chiedere l'autorizzazione al giudice delgato come indicato dal professionista delegato e proporre reclamo al progetto di distribuzione o attendere e alla chiusura del fallimento richiedere al creditore fondiario le spese in prededuzione e l'eventuale surplus?
          Grazie
          • Zucchetti SG

            17/02/2021 19:40

            RE: RE: RE: RE: COMPENSO CURATORE ED ESECUZIONE IMMOBILIARE

            E' difficile dire perché si tratta di una scelta condizionata da molte varianti. In linea di massima, noi preferiremmo discutere della questione in sede fallimentare, che è più aperta per la specifica esperienza del settore, a capire le varie implicazioni della questione ed anche perché, alla fine, si dispone di dati più precisi circa le spese effettive sostenute. Tra l'altro non sappiamo se è ancora in tempo per sollevare questioni in sede esecutiva in quanto il professionista delegato deve predisporre il progetto di distribuzione e trasmetterlo al giudice dell'esecuzione (art. 591bis cpc), che fissa una udienza per la discussione (art. 596 cpc), alla quale possono essere solevate le questioni in ordine alla propria collocazione ai sensi dell'art. 512 cpc.
            Zucchetti SG srl