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Riparto finale - Trattamento creditore ipotecario parzialmente insoddisfatto

  • Gabriella Ansaldo

    Prato
    08/06/2020 17:51

    Riparto finale - Trattamento creditore ipotecario parzialmente insoddisfatto

    Buonasera,
    vorrei sottoporre alla Vostra attenzione il seguente caso.

    Fallimento di società di persone e dei soci illimitatamente responsabili.
    Mutuo erogato in favore della società e socio fallito terzo datore di ipoteca.
    Creditore societario ammesso in chirografo nello stato passivo della società e, per le medesime ragioni di credito, con privilegio ipotecario in quello del socio, quale garante.
    Riparto finale.

    Posto che il valore di realizzo del bene immobile non consente l'integrale soddisfazione del creditore ipotecario, in sede di riparto finale, ai sensi del combinato disposto di cui all'art. 54 e 148 L.F. (il quale dispone che "il credito dichiarato dai creditori sociali nel fallimento della società si intende dichiarato per l'intero e con il medesimo eventuale privilegio generale anche nel fallimento dei singoli soci"), ho fatto concorrere il predetto, per la sola parte del credito insoddisfatta, in via chirografaria con tutti gli altri creditori chirografari - sia sociali che particolari - nelle ripartizioni dell'attivo residuo mobiliare dei soci.

    Il creditore ipotecario ritiene invece che, in sede di partecipazione alle ripartizioni dell'attivo residuo dei soci, il credito debba essere considerato per l'intero, anziché limitatamente a quanto rimasto insoddisfatto per incapienza del valore di realizzo del bene vincolato, sostenendo che il socio è coobbligato solidale e che, pertanto, troverebbe applicazione l'art. 61 LF.

    A mio sommesso parere l'art. 61 LF nel caso di specie non dovrebbe trovare applicazione, in quanto il socio non è un coobbligato, bensì soltanto un garante, ovvero un terzo datore di ipoteca.

    Vi chiedo pertanto cortesemente di voler fornire il Vostro parere in ordine al quesito ivi posto.
    Cordiali saluti

    • Zucchetti SG

      09/06/2020 20:04

      RE: Riparto finale - Trattamento creditore ipotecario parzialmente insoddisfatto

      Crediamo che il creditore abbia ragione, anche nel caso che il socio non abbia personalmente assunto il mutuo, ma abbia solo dato ipoteca su un bene proprio a garanzia del debito sociale.
      Se a dare ipoteca a garanzia di un debito altrui fosse stato un terzo qualsiasi, il creditore avrebbe avuto diritto a soddisfarsi solo sul bene dato a garanzia e non avrebbe partecipato come chirografo sul restante patrimonio del datore di ipoteca perché costui non era debitore verso il beneficiario dell'ipoteca; nel caso però l'ipoteca è stata data da un socio della snc, il quale risponde dei debiti sociali, per cui il socio, al di là della garanzia ipotecaria (peraltro da stabilire in questi casi se data per debito proprio o altrui) rimane obbligato come condebitore solidale della società.
      Orbene, una delle conseguenze della regime della solidarietà è che il creditore sociale, una volta insinuato il credito al passivo del o dei fallimenti dei coobbligati solidali con riferimento all'effettivo credito residuato al momento di ciascun fallimento, continua a concorrere in ciascuna procedura- e, quindi, ai riparti di ciascuna massa- per l'importo del credito ammesso, sia che non abbia ricevuto alcun pagamento, sia che abbia ricevuto dei pagamenti parziali da altri coobbligati, secondo la regola che si ricava dall'art. 61 e dalla lettura a contrario del primo comma dell'art. 62.
      Se quindi il credito iniziale della banca era di 100 e col ricavato della vendita del bene ipotecato gli è stato assegnato 60, egli continua a partecipare al passivo della società e del socio per 100; il che non vuol dire che i questi fallimenti debbano pagare 100 (altrimenti il creditore riceverebbe 160) ma che la percentuale di soddisfazione va calcolata su 100, nel senso che se, fatto il rapporto attivo-passivo, paga il 30%, questa quota va calcolata su 100 (ossia 30) e non sulle residue 40 (ossia 12), fermo restando che il limite massimo di soddisfazione del creditore rimane 100. Pertanto, se la percentuale distribuibile fosse 50, è chiaro che lei non potrebbe attribuire 50 alla banca in questione (che in tal caso verrebbe a prendere 110), ma al massimo 40, avendo già ricevuto 60.
      Zucchetti SG srl