Forum FALLIMENTI - RIPARTI

PROFESSIONISTA DEFUNTO

  • Marco Pautassi

    SAVIGLIANO (CN)
    04/06/2020 11:47

    PROFESSIONISTA DEFUNTO

    Buongiorno,
    nel primo riparto parziale di un fallimento viene assegnata una somma al professionista (consulente del lavoro). Gli eredi avvisano che il professionista è defunto.
    Quali adempimenti occorre effettuare per erogare la somma destinata al professionista? Occorre applicare la ritenuta d'acconto del 20%?
    Cordiali saluti
    • Stefano Andreani - Firenze
      Luca Corvi - Como

      17/06/2020 22:10

      RE: PROFESSIONISTA DEFUNTO

      Per quanto riguarda la ritenuta d'acconto, le fonti giurisprudenziali (C.T.C., sez. VII, sent. 28/3-5/9/1994 n. 2987, C.T.C., sez. XXIII, sent. 18/11/1998 n. 5736, Cass., sez. V, sent. 12/1/2009 n. 4785) e di prassi (Ris. Min. III/5/1001 del 3/1/1994) sull'argomento sono datate ma assolutamente concordi nell'affermare che "Il credito relativo a prestazioni effettuate dal professionista che sia acquistato e pagato all'erede dopo la morte del professionista, costituisce, per la sua essenza, un reddito di lavoro autonomo, in quanto deriva dall'esercizio di una attività professionale e conserva detta natura anche se la somma relativa non viene corrisposta al professionista ma all'erede", pertanto il pagamento deve essere assoggettato a ritenuta.

      Per quanto invece riguarda l'aspetto IVA, che in passato costituiva un problema serio, una, la Risposta n. 52 del 12/2/2020, dell'Agenzia della Entrate ha ha indicato una soluzione che ci pare assolutamente corretta e facilmente applicabile.

      Essa sviluppa infatti il seguente ragionamento:
      "Per le suesposte considerazioni ... la prestazione di servizi professionali svolta dal de cuius e per la quale si è generato il credito in esame, rientra nel campo di applicazione dell'IVA, anche se il prestatore (de cuius) ha chiuso anticipatamente la partita IVA
      Tale ultima circostanza comporta l'impossibilità (da parte degli eredi) di porre in essere gli adempimenti relativi all'obbligo di fatturazione quando avviene il pagamento del corrispettivo da parte della curatela, momento in cui si verifica anche l'esigibilità dell'imposta
      Pertanto, non potendo gli eredi riaprire la partita IVA del de cuius, si ritiene che l'obbligo di fatturazione relativo alla predetta operazione da assoggettare ad iva dovrà essere assolto dal committente (curatore fallimentare) ai sensi dell'articolo 6, comma 8, del d.lgs n. 471 del 1997".

      Pertanto, sarà il Curatore a emettere una autofattura, non gli eredi a dover riaprire una partita IVA magari chiusa da anni, a nome di un soggetto deceduto da tempo.