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INTERVENTO FONDO GARANZIA INPS E PRESCRIZIONE

  • Michele Masin

    LEGNAGO (VR)
    19/03/2021 12:00

    INTERVENTO FONDO GARANZIA INPS E PRESCRIZIONE

    Buongiorno. Chiedo un confronto in merito alla seguente questione:
    - dipendenti licenziati 31.12.2011;
    - fallimento 01.06.2017;
    - insinuazione al passivo (tardiva) di 2 ex dipendenti regolarmente ammessi, e con decreto di esecutività dello stato passivo non opposto; preciso così perchè l'inps era insinuata come tempestiva, e quindi ha avuto comunicazione dell'insinuazione e dell'esecutività dei ex dipendenti;
    - richiesta intervento fondo garanzia ( avevano solo TFR da incassare);
    - rigetto dell'inps che eccepisce la prescrizione ultra quinquennale tra la data di cessazione del rapporto e l'inisnuazione al passivo;
    Ora, pur concordando che il credito era effettivamente prescritto, dal momento che è stato ammesso ora l'inps può eccepirmi la prescrizione del diritto? La circoare 74/2008 proprio dell'inps e da loro citata per il rigetto recita così :
    L'accertamento del credito in caso di fallimento, amministrazione straordinaria e liquidazione coatta amministrativa, avviene con l'ammissione del credito nello stato passivo della procedura.
    L'ammissione del credito nello stato passivo determina la misura dell'obbligazione del Fondo di garanzia.

    Grazie in anticipo
    • Zucchetti SG

      19/03/2021 20:11

      RE: INTERVENTO FONDO GARANZIA INPS E PRESCRIZIONE

      La Cassazione dopo aver affermato che "l'Inps non può in alcun modo contestare l'assoggettabilità alla procedura concorsuale e l'accertamento ivi operato al quale resta vincolato sotto il profilo dell'an e del quantum debeatur" (Cass. n. 24231 del 2014, n. 23258 del 2015 e n. 24730 del 2015, è ritornata sull'argomento nel 2018, statuendo esattamente il contrario, e cioè che il fatto che un determinato credito del lavoratore sia stato ammesso allo stato passivo nel fallimento del datore di lavoro, non può vincolare l'Inps, quale gestore del Fondo di garanzia, che è estraneo alla procedura concorsuale e che perciò deve poter contestare il credito ammesso (Cass. 19/07/2018, n. 19277). Spiega la Corte con persuasive argomentazioni che una cosa è il rapporto di lavoro che intercorre tra l'impresa e il lavoratore, con piena legittimazione di quest'ultimo a rivendicare le proprie spettanze nella procedura concorsuale del datore di lavoro decotto, altro è il rapporto previdenziale tra l'impresa e l'Inps.
      Zucchetti SG srl
      • Michele Masin

        LEGNAGO (VR)
        22/03/2021 13:35

        RE: RE: INTERVENTO FONDO GARANZIA INPS E PRESCRIZIONE

        Ho letto l'evoluzione della giurisprudenza. Colgo però, magari interpretando erroneamente, che c'è una differenza che ritengo importante. Nel caso da me enunciato l'inps non è estraneo alla procedura. Era insinuata, ha ricevuto notizia dell'inisnuazione dei dipendenti ( tutti licenziati nel 2011, per cessazione dell'attività ) e non ha fatto opposizione ai sensi del 98 LF.Altra notizia che ho omesso è che 4 su 6 lavoratori ( tutti nelle medesime condizioni, nessuno aveva fatto alcunchè per interrompere la prescrizione) hanno ricevuto quanto richiesto dal fondo di garanzia.
        • Zucchetti SG

          22/03/2021 19:56

          RE: RE: RE: INTERVENTO FONDO GARANZIA INPS E PRESCRIZIONE

          Crediamo che i fatti da lei esposti non assumano rilevanza nella interpretazione ultima della Cassazione.
          Questa quando parla di estraneità dell'Inps alla procedura e di autonomia dei due rapporti intende dire che la decisione sulla domanda dei lavoratori non può vincolare l'INPS, che perciò deve pater contestare il credito ammesso nel momento in cui il lavoratore fa a tale ente la richiesta di anticipazione.
          Lei dice che l'Inps era stata avvertita della insinuazione dei dipendenti, ma anche ammesso che sia così (e non che sia stata avvertita della ammissione al passivo delle pretese avanzate dal lavoratore), rimane il fatto che l'Ente al momento della decisione sul credito dei lavoratori non poteva interferire sull'ammissione in quanto, non avendo ancora anticipato il TFR e/o le ultime tre mensilità, non era legittimata a tanto e tanto meno poteva proporre opposizione allo stato passivo contro l'ammissione dei lavoratori, né altra forma di impugnazione della decisione, non avendone titolo né interesse.
          Ridotto in soldoni, l'Inps non poteva, né doveva, sostituirsi alla curatela per eccepire la prescrizione perché l'ammissione al passivo dei dipendenti per un credito prescritto, non interessava l'Inps che, proprio per l'autonomia dei rapporti, quando il dipendente avrebbe chiesto il pagamento all'Inps, avrebbe opposto la prescrizione; né questo meccanismo aggrava la posizione del fallimento; questo, una volta ammesso i dipendenti al passivo si è assunto l'obbligo di ripartire l'attivo in favore di costoro, seguendo l'ordine dei privilegi per cui è indifferente per la massa che al riparto partecipino i dipendenti ammessi o l'Inps che ad essi si è surrogato per aver anticipato quanto dovuto dal fallimento.
          Irrilevante sotto il profilo giuridico è anche il dato che alcuni dei dipendenti siano stati pagati dall'Inps, sebbene anche il loro debito fosse prescritto, giacchè l'eccezione prescrizionale rientra nella disponibilità della parte, per cui non averla eccepita in un rapporto non esclude che possa essere eccepita in un altro.
          Zucchetti SG srl