Forum FALLIMENTI - CONCORDATO

Compensi Liquidatore Giudiziale e nozione attivo realizzato dall'attività liquidatoria

  • Simone Landri

    AGRIGENTO
    22/04/2020 19:49

    Compensi Liquidatore Giudiziale e nozione attivo realizzato dall'attività liquidatoria

    Premessa: Concordato Preventivo liquidatorio con cessione di beni.
    Antecedentemente al Decreto di omologa, dinanzi al G.D. si è proceduto alla vendita dell'attività del debitore con versamento della caparra da parte dell'aggiudicatario.
    Successivamente, con Decreto di omologa sono stato nominato Liquidatore Giudiziale con espresso incarico di procedere alla "vendita degli altri beni indicati nella proposta di concordato (bene immobile di proprietà del debitore) nonché per il perfezionamento della cessione dell'azienda all'aggiudicatario risultante dalla vendita competitiva" nonché alla liquidazione dell'intero attivo in favore dei creditori (oltre ovviamente a tutti gli altri adempimenti di legge).
    In esecuzione dell'incarico conferitomi ho dunque sottoscritto n.q. di Liquidatore il contratto di cessione di azienda dinanzi al Notaio incassando contestualmente il saldo prezzo (più di 1 milione di euro) poi versato sul c/c intestato al concordato.
    Ho inoltre venduto con vendita competitiva il bene immobile per un prezzo di € 28.000.
    Quesito:
    ai fini della liquidazione dei compensi del Liquidatore, l'attivo realizzato dalla liquidazione, cui fa espresso riferimento l'articolo 1, comma 1, del Decreto 30/2012, deve essere calcolato esclusivamente sull'ammontare dell'importo realizzato dalla vendita dell'immobile (€ 28.000) o anche sulla maggior somma (1 milione di euro) incassata in virtù dell'atto notarile sottoscritto n.q. di Liquidatore a perfezionamento della cessione di azienda in favore dell'aggiudicatario?
    • Zucchetti SG

      23/04/2020 19:22

      RE: Compensi Liquidatore Giudiziale e nozione attivo realizzato dall'attività liquidatoria

      Il comma 3 dell'art. 5 del d.m. n. 30 del 2012 stabilisce che "al liquidatore spetta un compenso determinato ai sensi dell'articolo 1, comma 1, sull'ammontare dell'attivo realizzato dalla liquidazione, nonche' un compenso determinato…". Nel suo caso ci sembra che, essendo stata la vendita dell'azienda definita nella fase della liquidazione, il prezzo incassato (o la parte di prezzo incassata) in questa fase costituisca attivo realizzato dalla liquidazione, computabile ai fini della quantificazione del compenso. Il fatto che parte o gran parte del lavoro sia stato fatto anteriormente alla sua nomina potrebbe comportare l'utilizzo dei parametri al minimo.
      Zucchetti SG srl
      • Simone Landri

        AGRIGENTO
        26/05/2020 19:05

        RE: RE: Compensi Liquidatore Giudiziale e nozione attivo realizzato dall'attività liquidatoria

        Mi collego alla precedente discussione per rappresentare che nel decreto di liquidazione del compenso del liquidatore giudiziale il Tribunale non ha tenuto conto del maggior importo (più di 1.000.000,00 di euro) relativo all'attivo realizzato dal sottoscritto con il perfezionamento della cessione d'azienda (redazione di inventario, contratto sottoscritto dal Notaio n.q. e incasso del saldo) rapportando il conteggio al solo realizzo della vendita dell'immobile per € 28.000.
        Volendo impugnare per Cassazione il Decreto di Liquidazione chiedo se litisconsorti necessari del giudizio di impugnazione oltre al Commissario Giudiziale (n.q. di rappresentante del Concordato), siano anche il debitore, il Ministero della Giustizia e tutti i creditori.
        Grazie
        • Zucchetti SG

          27/05/2020 18:32

          RE: RE: RE: Compensi Liquidatore Giudiziale e nozione attivo realizzato dall'attività liquidatoria

          Posto che, a norma dell'art. 182, co.2, l.fall. si applica al liquidatore l'art. 39, questa norma prevede che il compenso sia liquidato dal tribunale con decreto non soggetto a reclamo, per cui avverso lo stesso può essere proposto solo il ricorso straordinario per cassazione nel termine di sessanta giorni decorrenti non dalla data del deposito in cancelleria del decreto, bensì dalla data della comunicazione o notificazione d'ufficio dello stesso agli interessati, eseguita esclusivamente dall'organo competente, ossia dal cancelliere.
          Quanto ai soggetti coinvolti, la Cassazione, trattando del compenso al curatore, ha ritenuto che "Il principio per cui, in caso di conflitto di interessi tra rappresentante in giudizio e rappresentato, deve nominarsi a questo ultimo un curatore speciale, ha validità generale e comprende tutti i casi in cui vi sia contrasto tra un centro autonomo di interessi, ancorché non dotato di personalità giuridica, ed il suo rappresentante, sicché esso s'applica anche quando il conflitto di interessi sorga tra fallimento ed il suo curatore, come nell'ipotesi in cui si controverta sulla misura del compenso con la conseguenza che il curatore ove intenda impugnare per cassazione il provvedimento di liquidazione di detto compenso, deve richiedere previamente al primo presidente della corte di cassazione - e non al giudice delegato - la nomina del curatore speciale del fallimento, nei cui confronti va proposto il ricorso, risultando questo, in mancanza, inammissibile" (Cass. 14/03/2000, n.2918; Cass. 20/11/1992, n.12398 ed altre). Da queste decisioni si deduce che il rapporto processuale che si instaura è tra il reclamante e la procedura, che nel caso del curatore fallimentare insoddisfatto della liquidazione del compenso si identificano, nel mentre nel suo caso la procedura è rappresentata dal commissario giudiziale, per cui, a nostro avviso, l'unico soggetto da convenire in giudizio è costui.
          Ad ogni modo per proporre il ricorso deve necessariamente rivolgersi ad un avvocato, il quale valuterà se seguire questa linea o coinvolgere altri soggetti.
          Zucchetti SG srl