Forum FALLIMENTI - VARIE

imposta di registro

  • Armando Sorrentino

    Portici (NA)
    08/03/2021 15:58

    imposta di registro

    Una sentenza di primo grado per azione di responsabilità, ex art. 146 LF, ha condannato l'amministratore ad un risarcimento di € 5.000.000 ed i sindaci ad € 200.000.
    A parer mio, alla luce di giurisprudenza di legittimità e delle risoluzioni AE n. 82/E 21.11.2013 e 95/AE del 19.11.2015, la relativa imposta di registro 3% dovrebbe essere iscritta per € 150.000 solamente in capo all'amministratore e per soli € 6.000 a carico dei sindaci in solido, ciò perché ritengo si versi in una fattispecie di litisconsorzio facoltativo.
    Gradirei il Vs. autorevole parere in merito.
    Grazie
    Armando Sorrentino
    • Stefano Andreani - Firenze
      Luca Corvi - Como

      13/03/2021 23:02

      RE: imposta di registro

      Più che la Risoluzione 82/2013, è la 95/2015 che ci pare si attagli al caso in esame.

      Essa infatti, sulla scorta di giurisprudenza della Suprema Corte della quale cita ampi stralci, afferma che "nel caso in cui, nell'ambito di un litisconsorzio facoltativo, ciascun soggetto agisca per la tutela di un autonomo diritto e le statuizioni della sentenza siano riferite distintamente a ciascun rapporto giuridico, ogni attore privato, parte del processo, risulterà responsabile del pagamento dell'imposta di registro relativa esclusivamente alla propria posizione giuridica; l'imposta dovrà essere, quindi, liquidata pro-quota dall'ufficio nei confronti di ciascun attore, in ragione del rapporto giuridico oggetto della statuizione della sentenza allo stesso riferibile".

      Se ciò vale nel caso di pluralità di attori, non vediamo perché non debba valere anche nel caso di pluralità di convenuti; concordiamo quindi con l'opinione formulata nel quesito che fra la due parti convenute non vi sia la solidarietà ipotizzata.

      Ciò, riteniamo, a condizione che dalla sentenza non si possa desumere che, ancorché quantificata separatamente, la responsabilità di amministratori e sindaci non sia stata inquadrata come un tutt'uno inscindibile, ovvero che essi abbiano condiviso il medesimo comportamento (ipotesi remota, data la diversità di ruoli e compiti) e quindi la sentenza non abbia individuato un unico rapporto giuridico, nel qual caso dall'unicità del rapporto giuridico deciso discenderebbe la solidarietà.

      Stante l'estrema particolarità del caso e l'ultima considerazione espressa qui sopra, suggeriamo di sentire il pare del legale che ha assistito la procedura nella causa intrapresa.