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LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO - DECESSO SOVRAINDEBITATO

  • Roberto Marcianesi

    Cuggiono (MI)
    03/03/2021 11:16

    LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO - DECESSO SOVRAINDEBITATO

    Spett.le Zucchetti,
    scrivo in qualità di liquidatore di una procedura di liquidazione del patrimonio, per avere dei chiarimenti in merito al decesso del sovraindebitato (il quale è venuto a mancare in data successiva all'apertura della procedura anzidetta).
    Il programma di liquidazione prevedeva la vendita di due beni immobili – di fatto indivisibili (di cui uno di proprietà al 100% del sovraindebitato e l'altro in comproprietà con i figli) e l'incasso dei proventi erogati allo stesso da Siae e Warner Bros (dedotte le spese mensili di euro 1.400,00, necessarie al sostentamento del sovraindebitato - escluse in base al dettato normativo di cui all'art. 14 ter, comma 6, lett. b), L. 3/2012).
    Gli immobili in questione non sono ancora stati venduti e non è stato incassato alcun provento da parte di Siae e Warner, anche a causa dell'emergenza epidemiologica che ha comportato l'interruzione delle attività musicali.
    Il sovraindebitato non era in possesso di ulteriori beni mobili/immobili, oltre a quelli suddetti.
    Allo stato la procedura risulta prima di fondi.
    La procedura anzidetta ricade sotto il dettato normativo della L. 3/2012, la quale non disciplina in alcun modo tale fattispecie. Ritengo pertanto che si debba fare riferimento per analogia all'art. 12 L.F..
    Per quanto sopra esposto e non essendo ancora in possesso di alcuna informazione in merito alle intenzioni dei parenti, in relazione all'accettazione o meno dell'eredità, mi chiedo:
    1- Qual è la disciplina applicabile al caso di specie?
    2- gli immobili già entrati a far parte del patrimonio della liquidazione, restano di competenza della procedura, dovendosi pertanto procedere alla loro vendita? Oppure, qualora accettati dagli eredi, divengono di loro proprietà?
    3- Cosa ne sarà dei proventi erogati da Siae E WB?
    4- È necessario procedere alla nomina di un curatore dell'eredità giacente?
    Ringrazio sin d'ora per il riscontro che vorrete fornirmi.
    Con i migliori saluti
    Dott. Roberto Marcianesi
    • Zucchetti SG

      03/03/2021 19:18

      RE: LIQUIDAZIONE DEL PATRIMONIO - DECESSO SOVRAINDEBITATO

      Come lei giustamente dice, la legge n. 3 del 2012 non prevede l'ipotesi della morte del sovraindebitato, per cui si tratta di cercare una soluzione. L'indubbia affinità esistente tra la procedura di liquidazione del patrimonio e il fallimento, indurrebbe a pensare di colmare la lacuna facendo ricorso all'art. 12 l. fall., per cui bisognerebbe vedere cosa fanno i chiamati all'eredità, se accettano o non, eventualmente chiedendo la fissazione del termine ex art. 481 c.c. in caso di inerzia. Se qualcuno accetta, la liquidazione prosegue in confronto di chi ha accettato o, se più, in confronto di quello che è designato come rappresentante; se nessuno accetta il liquidatore deve chiedere la nominare di un curatore all'eredità giacente ex art. 528 c.c..
      L'obiezione a questa soluzione potrebbe derivare dalla natura personale della procedura aperta diretta a soddisfare interessi primari del debitore, per cui la sua morte farebbe venir meno l'utilità della procedura; pertanto bisognerebbe dichiarare cessata la procedura e restituire l'attivo agli eredi o all'eredità giacente.
      A nostro avviso questa obiezione potrebbe essere superata dalla considerazione che la situazione di sovraindebitamento riguardava sì il defunto, ma perché si era creata una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, e questa situazione, che a sua volta, aveva determinato la difficoltà ad adempiere le proprie obbligazioni o l'incapacità ad adempierle regolarmente, permane anche dopo la morte del sovraindebitato quale situazione oggettiva, alla cui soluzione potrebbero avere interesse anche gli eredi, allo scopo di ottenere, su loro richiesta, la liberazione dei debiti residui, dei quali, come eredi, sarebbero tenuti a rispondere, ove cessasse la procedura. Fermo restando, ovviamente che se gli eredi preferiscono sanare diversamente la situazione debitoria del loro de cuius, possono sempre farlo immettendo eventualmente capitali personali.
      Una volta ammesso l'interesse degli eredi a continuare la procedura, ne deve discendere anche l'applicazione della restante parte dell'art. 12 l.fall., per il caso di rinuncia all'eredità.
      Ovviamente stiamo proponendo una soluzione conservativa, che sembra prospettabile, ma rimane pur sempre una ipotesi interpretativa e dovrebbe consultare il giudice per sapere quale via intende seguire.
      Zucchetti SG srl